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Verso la prossima presa

Ogni volta che si prova una linea nuova non si sa se ne risulterà un grande risultato o un terribile fallimento, ma solo mettendosi in gioco si può scoprire, imparare e continuare a sognare.

Davide Borgogno verso la prossima presa in Maddalena © Roberto Mor

Nell’arrampicata, si sa, non si può stare fermi troppo a lungo nello stesso punto, le braccia iniziano a ghisarsi, i piedi a far male e le gambe a tremare, finché, prima o poi, inevitabilmente, si cade. Qualsiasi arrampicatore vi direbbe che è meglio muoversi, alzare un piede, cercare un nuovo equilibrio: correre il rischio di cadere è inevitabile, ma è comunque meglio che stare fermi. Andare oltre il chiodo può fare paura, ma è l’unico modo per arrivare in catena.

Negli ultimi anni abbiamo sempre cercato di muoverci, innovarci, fare cose diverse. Abbiamo fatto proprio di tutto: abbiamo scritto articoli, abbiamo avuto il nostro programma in radio, abbiamo creato un podcast, abbiamo partecipato a eventi di altri e organizzato i nostri, abbiamo viaggiato, raccontato esperienze, cavalcato ogni tipo di social, abbiamo creato una community di arrampicatori stupenda. Ma non ci siamo limitati a fare queste cose, nel farle abbiamo sempre cercato di portare qualcosa di nuovo, un’innovazione o una nuova chiave di lettura. Adesso, dopo quasi cinque anni, è il momento di muoverci di nuovo, alzare i piedi, perdere l’equilibrio e lanciarci verso la prossima presa.

Amedeo Cavalleri verso la prossima presa in Valdaone © Laura Persavalli

Abbiamo deciso di evolverci, dando a Brocchi Sui Blocchi una struttura che possa permetterci di trasmettere i valori della nostra community in modi ancora nuovi. È probabilmente il più grande cambiamento da quando abbiamo deciso di metterci in gioco, e anche per questo abbiamo voluto rifare tutta l’identità, che rispecchi la volontà di proseguire con serietà, ma continuando a non prenderci troppo sul serio. Alla fine, sempre Brocchi siamo.
Tramite progetti più strutturati e collaborazioni vogliamo portare le nostre idee nel mondo (sì dai l’abbiamo sparata grossa). Non sappiamo dirvi con precisione tutto quello che faremo, abbiamo tantissime idee e non sappiamo quante di queste siano realizzabili. Stiamo staccando i piedi da terra su una nuova via che ancora non sappiamo con certezza dove ci porterà; ma in fondo conta più il viaggio della meta.

L’idea che ci spinge è costruire un’alternativa che dialoghi in modo diverso con il mondo dell’arrampicata, dove gli ideali di ambientalismo, inclusività e collaborazione non siano solo bandiere di cui vestirsi all’occorrenza, ma siano il preciso motivo che ci spinge ad agire.
Lo facciamo perché crediamo che la società abbia bisogno di cambiare, ma per farlo bisogna diventare protagonisti di questo cambiamento, non semplici spettatori. Per questo decidiamo di metterci in gioco e sbattere la testa per realizzare i nostri progetti, insieme agli amici e a tutta la grande famiglia dei Brocchi. 

Ce la faremo a costruire qualcosa di nuovo?
Sicuramente ci proveremo con la solita passione e voglia di divertirci che ci ha sempre contraddistinti. 

Fotografie di Roberto Mor e Laura Persavalli

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Brocchi Manifesto

Pubblicato sulla Climbing Travel Guide di Mapo Tapo, il Brocchi Manifesto, tenta di racchiudere in poche righe il pensiero che anima Brocchi sui Blocchi.

Il 99% delle volte l'arrampicata è una sconfitta. Amedeo appeso nella falesia "Never Sleeping Wall" - Viaggio in Sicilia con MapoTapo © Roberto Mor

Se inizi ad arrampicare dopo i 20 anni sai cos’è l’assurda felicità di chiudere le prime vie in palestra; quelle vie su cui i ragazzini dell’agonismo, con almeno 10 anni meno di te, neanche si scaldano; le stesse vie su cui anziani alpinisti delicatamente passeggiano.

Tu sei lì, con i tuoi avambracci perennemente ghisati in quel limbo di chi scala sognando di diventare il nuovo Megos e la consapevolezza di aver usato i tuoi anni migliori praticando altri sport; da una parte l’ardente passione, la voglia di scalare, la necessità di migliorarsi, dall’altra il sapere che tutto questo non ti costruirà un futuro: questi siamo noi, i Brocchi.

Cresciuti sui campetti in cemento, tra una partita a calcio o a pallacanestro. All’arrampicata ci siamo avvicinati tardi, chi spinto dall’amore per la montagna, chi tirato dentro dagli amici.

Ci siamo conosciuti all’interno di una palestra che ormai non esiste più, e abbiamo scoperto uno sport dove la competizione con gli altri non ha, per noi, alcun senso: chiudere una via non impedisce ad un altro di fare lo stesso, e il fallimento bhe… l’arrampicata è 99% sconfitta.

Viaggio e condivisione. Brocchi Sui Blocchi e amici durante il viaggio in Sicilia con MapoTapo © Roberto Mor

C’è però un fattore che non avevamo previsto nell’arrampicata: per quanto essa possa essere uno sport individuale, viverla in condivisione divide la fatica, allevia il dolore nella sconfitta e moltiplica la gioia del successo.

L’amicizia è ciò che davvero ci ha fatto innamorare dell’arrampicata: i viaggi insieme, i racconti, i discorsi sotto la parete, crescere attraverso gli altri, imparare, condividere e confrontarsi: questo è Brocchi sui Blocchi.

Nei viaggi, tra le risate e i momenti di condivisione abbiamo ascoltato, imparato, discusso e ci siamo confrontati su cosa fosse per noi questo sport. Abbiamo scoperto che per noi l’arrampicata non si ferma semplicemente al confrontarsi con la roccia: l’arrampicata è prima di tutto un viaggio, fatto di svase maledette, catene irraggiungibili e birrette ghiacciate; ma soprattutto un viaggio alla scoperta di noi stessi, degli altri e del mondo.

In questo fantastico viaggio che è l’arrampicata non esiste una ricetta giusta, ogni arrampicatore viaggia come preferisce, il nostro mantra è solo uno:

“Avere rispetto”, forse inteso nel concetto più generale di amore, per la storia, per l’ambiente e per le persone.

Amare l’ambiente significa non lasciare tracce, che siano mozziconi di sigaretta, bucce di banana, pezzi di tape o prese modificate; lascio il posto come lo avevo trovato e mi porto via tutto quello che avevo con me quando sono arrivato. Vivo la natura, la amo, la rispetto e la difendo, perché quello che amiamo di questo sport non è solo il gesto, ma anche il luogo dove lo pratichiamo.

Rispettare le persone vuol dire non fare differenze di sesso, genere, etnia, religione, marca di birra bevuta e neanche di grado: siamo tutti innamorati dello stesso sport e questo ci rende tutti e tutte sorelle e fratelli. Questo vuol dire anche avere rispetto dei propri limiti e di quelli degli altri, riconoscere ogni altro arrampicatore come pari, per la passione che condividiamo più che per qualsiasi contrasto che potremmo avere. L’arrampicata è libertà, non esiste un modo giusto di viverla.

Siamo amici, non competitivi, antifascisti, antisessisti, ambientalisti e, anche se siamo scarsi, amiamo raccontarci: questo è il Brocchismo.

Fotografie di Roberto Mor 

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